Partecipazione vs Populismo, il match

“Partecipare” per noi significa raccogliere idee e pensieri costruttivi per realizzare un fine e migliorare una condizione carente. Non vogliamo offrire un megafono per i malumori né legittimare posizioni violente ma offrire uno spazio dedicato alla conciliazione dei bisogni e opportunità, un luogo di confronto, un terreno per un miglior vivere.

Vogliamo, a tale proposito, operare una distinzione tra “modello populista” e “modello partecipativo” e la linea di divisione è il modo in cui generano consenso.

In un modello partecipativo gli attori pubblici e privati promuovono il bene della collettività tramite confronto, dando peso alla discussione pubblica, migliorando la qualità del discorso pubblico e permettendo alle persone di comprendersi l’un l’altra, impegnandosi per istituzionalizzare i metodi di partecipazione democratica.

All’interno di un paradigma populista, invece, i leader favoriscono gli interessi particolaristi di una singola fazione in cambio di sostegno. Essi, spesso, manipolano la realtà a loro uso e consumo e la ipersemplificano, la spaccano in due con una accetta: da un lato la società particolare a cui dicono di rivolgersi, stremata e vessata, e dall’altra i poteri forti, sempre malvagi e sordi alle loro esigenze.

La gestione del malcontento cambia nei due casi: nel “modello populista” si attizza il fuoco della rabbia e della frustrazione mentre nel “modello partecipativo” è motore creativo, elemento da incorporare per un nuovo e maggiore consenso.

Da un lato, quindi, abbiamo un atteggiamento di rispetto reciproco, mutuo aiuto nel trovare soluzioni, una crescita personale, una società costruita sull’accordo, dall’altra, invece, una visione della società che ha nella coercizione della maggioranza sulla minoranza il suo leit motiv, la sua essenza e non potrà che portare conflitti in cui il singolo cittadino dovrà schierarsi, riducendo la sua capacità critica. Nella ricerca di consenso, il “modello populista” si spaccia per l’alternativa alla politica classica di cui non è altro che il doppio parodico. a volte contiguo, se non miscelato.

La nostra idea è di non vendere una demagogia ad alta digeribilità o un’idea scadente al discount della democrazia: con onestà intellettuale, pazienza e dando un orecchio e una voce a chi lo vuole proponiamo la nostra idea di una società più giusta; questo è ciò che siamo e quello in cui crediamo.888

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